Home » Blog » Tè oolong per la pelle

Tè oolong per la pelle: quello che ti raccontano e quello che si sa davvero

Stai cercando “tè per la pelle” perché qualcuno te lo ha consigliato, o perché hai letto qualcosa di interessante mentre scorrevi Instagram. Tra i risultati che ti capitano sotto gli occhi, il tè oolong torna spesso. Sembra che faccia bene alla pelle, sembra che aiuti con l’acne, sembra perfino che rallenti l’invecchiamento cutaneo. Vale la pena fermarsi un momento e capire cosa di tutto questo è vero.

La risposta breve è che il tè oolong per la pelle ha una reputazione molto più grande della sua effettiva base scientifica. Non è una bevanda inutile, anzi. Ma se cerchi un rimedio specifico per la pelle, la storia che ti hanno raccontato regge poco. È costruita su un singolo studio di oltre vent’anni fa. Nonostante questo, ci sono molte ragioni vere per cui l’oolong vale la pena di entrare nella tua giornata.

Ciotola rustica con foglie di tè oolong, su sfondo di lino neutro.

Da dove viene l’idea del tè oolong per la pelle

Se passi un’ora a leggere articoli sul tè oolong per la pelle, noti subito una cosa strana. Tutti i blog citano gli stessi numeri e parlano di percentuali precise di pazienti migliorati. In fondo raccontano sostanzialmente la stessa storia e il motivo è semplice: stanno tutti citando un solo studio.

Lo studio in questione è del 2001, pubblicato sugli Archives of Dermatology da un gruppo di ricercatori giapponesi della Shiga University of Medical Science. I pazienti coinvolti erano 121, di cui 118 hanno completato l’osservazione, e soffrivano tutti di dermatite atopica resistente alle terapie standard. Per sei mesi hanno continuato la loro terapia dermatologica normale. In più hanno bevuto ogni giorno un litro di tè oolong, suddiviso in tre dosi dopo i pasti. Dopo una o due settimane, il 63% dei pazienti mostrava miglioramenti. A sei mesi, il 54% continuava a beneficiarne.

Sembra una notizia eccellente e in parte lo è. Però ci sono dei dettagli che gli articoli divulgativi di solito non riportano.

Tre cose che cambiano la storia


Primo punto. Lo studio era “in aperto, non controllato, non randomizzato”. Significa che tutti i pazienti sapevano di stare bevendo oolong, non c’era un gruppo di confronto con un placebo, e l’assegnazione non era casuale. È una categoria di studi che gli scienziati considerano utile per generare ipotesi, ma debole per dimostrare un effetto. Per stabilire che un alimento ha davvero un effetto specifico servono studi randomizzati controllati, possibilmente replicati da gruppi di ricerca indipendenti.

Secondo punto, ed è quello che dà più da pensare. Lo studio non è mai stato replicato. Sono passati oltre vent’anni e nessun altro gruppo di ricerca ha confermato quei risultati con un disegno più solido. In scienza questo conta tantissimo perchè un singolo studio è una traccia, non una conferma. Quando una scoperta è vera, di solito altri ricercatori la confermano nel giro di pochi anni con studi più rigorosi. Per l’oolong sulla dermatite atopica, questa conferma non è mai arrivata.

Terzo punto: lo studio riguardava la dermatite atopica resistente, una condizione clinica specifica. Non parlava di “pelle in generale”, non parlava di invecchiamento cutaneo, non parlava di acne, non parlava di luminosità o elasticità della pelle. Quando leggi del tè oolong per la pelle in chiave anti-età o anti-acne, stai leggendo un’estensione interpretativa. La fanno blog di settore, partendo da un risultato che diceva una cosa molto più stretta.

Tazza di tè oolong appena infuso, colore ambrato tipico delle varietà a media ossidazione.

E sull’anti-aging? Quello che dice davvero la ricerca

Qui la storia diventa interessante per un altro motivo. Esiste effettivamente una letteratura scientifica sul rapporto tra tè e pelle, in particolare sui temi della fotoprotezione (la protezione dai danni del sole) e dell’invecchiamento cutaneo. Solo che questa ricerca, quando si parla seriamente di tè per la pelle, quasi tutta è stata fatta su un altro tè: il tè verde, non l’oolong.

Per capire perché, serve un piccolo passo indietro sulla chimica. Tutti i tè vengono dalla stessa pianta, la Camellia sinensis. La differenza sta in quanto le foglie vengono fatte ossidare durante la lavorazione. Il tè verde non viene ossidato, conserva così la concentrazione più alta di catechine, e in particolare di EGCG (epigallocatechina gallato), il polifenolo più studiato dalla ricerca dermatologica. Il tè nero viene ossidato completamente, e le sue catechine si trasformano in teaflavine e tearubigine. L’oolong sta in mezzo: ossidazione parziale, da circa il 10% all’80% a seconda della varietà, e una composizione di polifenoli intermedia.

Cosa significa nella pratica? Significa che gli studi sul tè e la pelle, quando esistono e sono fatti bene, hanno quasi sempre riguardato il tè verde. Uno studio del 2011 condotto su sessanta donne, per esempio, ha analizzato proprio questo. Per dodici settimane le partecipanti hanno bevuto una bevanda con polifenoli del tè verde. Alla fine si era ridotto l’eritema da raggi UV ed erano migliorati parametri come elasticità, densità e idratazione cutanea, ma era tè verde, non oolong. E la dose era misurata: 1.402 milligrammi al giorno di catechine totali, una concentrazione che con una tazza casuale di tè non si raggiunge.

Quindi se cerchi un tè oolong per la pelle con una base scientifica solida, la letteratura non ti aiuta molto. I segnali interessanti puntano verso il verde, non verso l’oolong. Va detto subito che neanche per il tè verde esistono claim approvati in Europa. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, ha respinto tutte le richieste di health claim sulla funzione cutanea, per ogni tipo di tè. Significa che per legge nessuna azienda in Europa può scrivere sull’etichetta o sul sito che il tè oolong per la pelle abbia un effetto specifico. Non perché non ci siano segnali interessanti, ma perché l’evidenza non è considerata abbastanza solida.

Perché bere oolong, davvero

A questo punto potresti pensare: ok, ho capito, l’oolong non è un elisir per la pelle. Se il tè oolong per la pelle non funziona come dicono, perché dovrei comprarlo?

La risposta è che ci sono ragioni vere, importanti, che non hanno niente a che fare con benefici salutistici dichiarati. Sono ragioni sensoriali e culturali. Sono i motivi per cui in Cina e a Taiwan l’oolong è amato da centinaia di anni, ben prima che qualcuno provasse a venderlo come ingrediente di skincare.

La varietà aromatica più ampia che esista nel mondo del tè

L’oolong è la famiglia di tè con la maggiore variabilità aromatica in assoluto. Un oolong leggero come un Bao Zhong o un Tie Guan Yin fiorito ha un profilo floreale, vegetale, quasi etereo, vicino a un tè verde di qualità. Un oolong scuro come un Da Hong Pao o un Dong Ding tostato ha un profilo opposto: caldo, biscottato, con note di legno, tostatura, frutta secca. Sono tè diversissimi tra loro, fatti dalla stessa pianta. Questa varietà la trovi solo nell’oolong, esplorarla è uno dei piaceri più ricchi che esistano nel mondo del tè.

Le infusioni multiple, ovvero un tè che dura

Le foglie di oolong, soprattutto nelle versioni di qualità, sono lavorate per essere infuse più volte. Stessa porzione di foglie, più infusioni successive, ognuna diversa dall’altra. La prima è viva e netta, la seconda si apre, poi la terza diventa più dolce e profonda. Alcuni oolong reggono cinque o sei infusioni con sapori che cambiano ogni volta. È un modo di bere tè che si chiama gongfu in cinese. È un piccolo rituale che cambia il senso della pausa: invece di buttare le foglie dopo una tazza, le segui mentre raccontano cose diverse nel tempo.

Tre tazze di tè oolong da infusioni successive, dimostrano la resa delle foglie nel rituale gongfu.

Il rituale della pausa, senza promesse

C’è qualcosa di molto semplice ma vero nel preparare un oolong. Scaldi l’acqua alla temperatura giusta, di solito intorno agli 85-95 gradi a seconda della varietà. Lasci le foglie in infusione per pochi minuti la prima volta, anche meno per le successive, poi aspetti, versi, bevi piano. È una pausa che dura più di un caffè e meno di una cena, e in mezzo c’è spazio per fermarsi davvero. Non promette di farti diventare più bella, più giovane, più sana ma ti offre però un momento per te stessa.

In breve, cosa portare con te

Riassumendo le cose dette finora, ecco il punto onesto sul tè oolong per la pelle. Esiste un solo studio rilevante, datato 2001, su una condizione clinica specifica, mai replicato. Non riguardava l’invecchiamento cutaneo né l’acne, e i suoi limiti metodologici sono ammessi dagli stessi ricercatori. La maggior parte della ricerca sul tè e la pelle è stata fatta sul tè verde, non sull’oolong. E in Europa non esiste nessun claim approvato che permetta di parlare di effetti del tè oolong per la pelle, o di effetti cutanei di qualunque altro tè.

Questo non significa che l’oolong sia da scartare. Significa che vale la pena conoscerlo per quello che è davvero: una famiglia di tè con una varietà aromatica unica, fatta per essere infusa più volte. Capace di costruire piccoli rituali di pausa che hanno senso in sé. Se quando lo bevi ti senti bene, se la pelle ti sembra più luminosa, se la digestione dopo cena ti dà meno fastidio, sono tutte cose preziose, solo che non vengono da un effetto provato. Vengono dal piacere di fermarsi cinque minuti e bere bene.

Se vuoi iniziare a esplorare gli oolong, il modo migliore è partire da una varietà leggera e una scura, anche solo in formato piccolo da provare. Così senti quanto possono essere diversi, e capisci verso quale famiglia ti tira di più il gusto. Trovi entrambi i tipi nella nostra selezione di tè oolong, e da lì in poi, è tutto un viaggio personale.

Domande frequenti

Prodotti per categoria

Da leggere dopo questo articolo:

Antiossidanti del tè e radicali liberi
Il rituale del Gongfu Cha: come preparare il tè Oolong
Carrello